L’anima, la natura e la saggezza

Mostra di pittura dell'artista Kaveesha Graziella Lambertini

La mostra sarà aperta dal 5 al 20 Agosto 2023

Quando: 05/08/2023

Dove: la scola

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Breve biografia di Kaveesha Graziella Lambertini

Kaveesha Graziella Lambertini nasce a Bologna nel 1962.
Dopo gli studi superiori frequenta l’Accademia di Belle Arti e un corso di grafica pubblicitaria.
Nel 1988 è segnalata alla biennale giovani dell’Europa Mediterranea.
Lavora nel mondo della grafica, dell’illustrazione, pubblica brevi raccolte di poesie, partecipa a performances teatrali e realizza alcune mostre di pittura fra il 1987 e il 1992 sia personali che collettive evolvendo dal figurativo a uno stile neo espressionista. In questa fase la pittura è arricchita dalla poesia incisa direttamente sulla superficie della tela, nello spessore della materia.

Incontra il gruppo Femmere teatro con il quale partecipa a performances teatrali dove nel personaggio di Basca Rossa dipinge fra la gente e con gesto provocatorio regala, tele al taglio.
Conduce gruppi di pittura per bambini nell’ambito del volontariato sociale al circolo culturale Cà’ de’ Mandorli con il quale collabora attivamente per anni sia per l’organizzazione degli eventi che per la parte pubblicitaria.

Nel 1997 scopre le tecniche di meditazione di tradizione orientale e inizia un percorso di ricerca spirituale che diventa fondamentale dopo un grave incidente che segna una svolta nella vita e nella pittura dell’artista.

Dal 2002 per condividere la gioia della creatività conduce gruppi di pittura e meditazione.
E’ proprio attraverso la meditazione che la pittura si evolve oltre l’espressione dell’inquietudine per approdare a un figurativo mistico e poetico dove l’incontro con la natura diventa incontro con Dio e con l’essenza profonda di se stessa e dell’altro.
Questo stile contraddistingue le mostre personali e collettive realizzate dopo il 2000 in Italia e all’estero.

Oltre alle mostre partecipa a performances teatrali dove dipinge in estemporanea grandi tele durante spettacoli di letture poetiche, danze e musica.

Dal 2010 sono arrivati i “Rottami” opere di denuncia della fine dell’era industriale che utilizzano rottami di automobili per diventare opere d’arte in un’alchimia che prende spunto dal ciclo della natura di vita, morte e rinascita.

Dal 2013 inizia una serie di opere talismaniche con l’intento di ridare vita ad antichi simboli di integrazione maschile/femminile, il “Tao”e il “Pentagramma”. Si tratta di pittura figurativa, geometrica e simbolica che comunica con la visione estetica e razionale ma anche, contemporaneamente, con l’inconscio arcaico.

Dal 2017 dipinge in estemporanea fra la gente  acquarelli in stile sumi-e a colori  portando la tecnica meditativa a inchiostro su carta di riso dei monaci zen nelle piazze,  in una vivace  performance  con la sua bicicletta adibita ad atelier. Nelle mostre successive questa esperienza verrà raccontata con stampe artistiche. Dal 2022 insieme a Stefano si prende cura della foresteria di Montovolo, un luogo sacro fin dal tempo degli etruschi, sulla collina bolognese, dedicando un po’ di sé alla bellezza e all’armonia di una montagna che è eremo e comunità allo stesso tempo, dove il mondo dei viventi incontra la brezza dello spirito e spalanca le porte dell’infinito

La critica

La Lambertini, bolognese, che ha operato nel campo della grafica, è un’ottima disegnatrice dal segno elegante e raffinato e si evidenzia nei dipinti leggeri e luminosi, paesaggi sereni abitati da figure femminili e da animali, una sorta di Arcadia moderna, ma ambienti raccontati come fondali di altre possibili, desiderate esistenze, non iconicamente fine a se stessi. Una raffigurazione che è come un riflesso di una spiritualità o di una filosofia.
L’artista nel suo esprimersi ha come radice la Vita che permea tutta la realtà e che nella natura, noi compresi, trova la sua realizzazione e giustificazione, ed è così che i paesaggi dipinti esprimono esteticamente la sua passione, espressione quanto mai serena, idilliaca e luminosa. Sono grandi spazi, cieli solcati da nuvole bianche, da rapidi uccelli, colline di sabbia, orizzonti di mari, campi infiorati da eterne primavere.
Ma c’è un’eccedenza formale di tipo tridimensionale: vasetti di delicate piante da appartamento stanno fissati alla base delle tavole dipinte, ombreggiandole e dimensionando in profondità gli spazi; piante come tramiti tra l’osservante e l’opera, forse un invito ad approfondire la ricerca, ad addentrarsi nella natura.
E’ la poetica peculiare della Lambertini: le sue immagini simboleggiano e sottendono tutta una concezione spirituale del mondo, l’osmosi con gli elementi naturali (di origine orientale), ma è sul piano realizzativo, formale, che convince, nel disegno, nella tavolozza delle tonalità, nella luminosa resa delle cose, nella leggerezza espressiva.
La sua ricca simbologia è anche di origine religiosa (ammiriamo delicati volti della Vergine e ideali crocifissioni) perchè l’autrice ha avuto interessanti esperienze di scene sacre, tra cui a Zola Predosa, Bologna. (N.d.r. Natività dipinta sul compressore)

Ivo Gigli (Giornalista) – 2007

Mondi Invisibili – Aldilà del Pensiero

La pittura come libertà di ri-cercare nuovi mondi e nuovi cieli,
caratterizza il percorso artistico di Kaveesha Graziella Lambertini.
I concetti di “camminare” e di “attraversare” sono gli assi cartesiani che disegnano e
strutturano le composizioni pittoriche che sembrano ritagliare frammenti di vita,
di emozioni, di irresistibili richiami della nostra Natura e Madre Terra.
La donna è una figura prevalente:
è parte determinante dell’universo immaginativo e creativo e condiziona i percorsi culturali
per nuove visioni spirituali e/o nuove alchemie della realtà.
La donna non ha volti definiti, non si mostra con sensualità conturbante,
secondo lo stereotipo millenario della seduzione, la donna è madre, è terra, è attesa,
è mondo interiore, è fonte di desiderio e di emozioni.
Nella donna l’artista Kaveesha Graziella Lambertini trova il focus
del senso della religiosità della vita:
la donna si fa memoria, si fa sguardo, si fa orizzonte, si fa creatrice di nuove vite.
I contenuti espressi sono di duplice natura: la donna che interpreta il simbolo della
solitudine che si fa preghiera per una nuova rigenerazione e nuovi mondi (invisibili); la donna che è argine, scudo verso l’indifferenza, la noia, il senso del vuoto, l’incomunicabilità, l’angoscia del presente, l’incomprensione dell’attuale divenire.
I paesaggi che sono privilegiati sono fatti di sabbia, sono marine desolate o con poca vegetazione, sono distese di “papaveri al tramonto”, sono le “finestre” che si aprono su sentieri che si perdono all’orizzonte e le voci che si percepiscono sono quelle della natura (gabbiani, onde del mare, vento, passi che fanno “palpitare nell’etere i cuori” sottolinea l’artista).
La sua produzione pittorica sembra cogliere una certa amarezza: il mondo che abbiamo amato ci sta sfuggendo, ci sta lasciando e ci sentiamo come nel Paradiso perduto di Milton.
“Volgendosi a guardare, alla parte d’Oriente videro
del Paradiso, non più loro felice dimora,
coperta da quel segno fiammeggiante, la porta,
di temibili volti e armi incandescenti affollata”.
L’esperienza artistica di Kaveesha Graziella Lambertini,dunque, come ricerca dell’eterno,
un originale modo di esprimere nella sua opera il concetto rinascimentale dell’a-temporale dell’esistenza, e del significato di essere, quasi nuova ri-valutazione del senso di “quiete”,
una serena contemplazione vs i paradossi dell’età moderna e delle sue diffuse menzogne.
L’artista consapevole del suo mondo invisibile ed impossibile,
ci offre le emozioni del sogno utopico, senza cancellare la realtà,
ma sublimandola nella forza immaginativa, ci invita, con rinnovata religiosità,
a ripercorrere il “cammino” degli antichi ed attuali valori, per un nuovo umanesimo.

Prof. Franchino Falsetti (Critico d’Arte) – 2008

Alcune immagini della mostra

Alcune opere dell’artista