Duo Silva

Musica

Quando: 18 luglio 2021 ore 21

Dove: La Scola

Per partecipare, è necessario prenotare la presenza con mail a segreteria@borgoscola.net o con Whatsapp al numero 333 221 1840

indicando “evento, nome, cognome, cellulare” entro il venerdì precedente l’evento stesso

Una Belle Époque popolare

Musiche del primo Novecento dal Brasile alla Romagna

DUO SILVA

Domenico Banzola – flauto

Compiuti gli studi  musicali sotto la guida di F. Di Tommaso, ha  frequentato il Corso Triennale di perfezionamento tenuto presso la Scuola di Musica di Fiesole da M. Ancillotti. Inoltre ha seguito i corsi tenuti da A. Persichilli, M. Larrieu, A. Morini e da A. Fedi per la musica antica. Ha conseguito Cum laude il Diploma Accademico di Secondo livello in interpretazione    solistica.
Dedica la propria attività concertistica alla musica da camera, dal duo all’ensemble. Collabora con orchestre, esibendosi anche in qualità di solista. Collabora regolarmente agli scambi culturali fra la Scuola di Musica “G. Sarti” di Faenza e l’Università di Riberão Preto, nella doppia veste di docente ed esecutore (Fiato al Brasile ed ALMA – Italia festival).

Aurelio Samorì – fisarmonica

Aurelio Samori ha inizato Lo Studio della fisarmonica all’età di sette anni sotto la guida del M. Angelo Padovani. Ancora adolescente ha vinto il Primo Premio al Concorso Nazionale per Giovani Fisarmonicisti. A diciassette anni ha conseguito con punti 10/10, il Diploma di Insegnante di Fisarmonica all’Accademia “Luigi Lanaro” di Roma. Successivamente ha frequentato il Conservatorio Statale di Musica “G. Rossini di Pesaro diplomandosi  in Strumentazione per Banda, Composizione, Pianoforte e Musica Elettronica. Dedicandosi principalmente all’attività compositiva ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali di composizione. Le sue composizioni  sono eseguite state eseguite in importanti istituzioni e festival in Italia, Europa, Stati Uniti d’America, Messico, Argentina, Cina e trasmesse dalle tre reti radiofoniche della RAI e da radio nazionali di vari Paesi europei. La sua produzione musicale è pubblicata dalle case editrici BMG-Ricordi, Suvini Zerboni, Edipan. Ha al Suo Attivo sei CD monografici e vari LP e CD per Le Case discografiche RCA-BMG, Edipan, Pentaphon. Dal 1977 al 2013 e Stato docente titolare della cattedra di Composizione al Conservatorio di Musica “G. Rossini “di Pesaro.

Una breve presentazione degli autori i cui brani saranno eseguiti: Pattàpio Silva e Carlo Brighi

Pattàpio Silva (1880-1907), flautista virtuoso e abile compositore, scomparso a soli 27 anni. Silva è assai noto in Brasile ed è considerato, nonostante le evidenti influenze musicali europee della Belle Époque, uno dei precursori della musica tipicamente brasiliana che si svilupperà nel Novecento con influssi più marcatamente folklorici.

Carlo Brighi (1853-1915) Nato in una famiglia contadina nella frazione Fiumicino di Savignano sul Rubicone, era chiamato E’ Zaclén. La sua bravura lo portò a suonare nei teatri dell’opera e, contemporaneamente, nelle sale da ballo. Costituì un’orchestra tutta sua e iniziò a girare tutta la Romagna  suonando valzer, polke e mazurche fino a farne la sua attività prevalente. Carlo Brighi è considerato da molti il vero fondatore del liscio. A lui vanno attribuite l’idea di accelerare i tempi e la frequente funzione del clarinetto come strumento solista.

Una Belle Époque popolare

Nel corso dell’Ottocento la musica colta e quella  di consumo conservano una sostanziale contiguità e una relativa permeabilità: valzer, mazurche e altri ballabili, seppur con ambizioni diverse, fanno parte sia del patrimonio  lessicale del musicista “puro”, sia di quello da intrattenimento. Così come gli stilemi propri del café chantant affiorano nel melodramma e nell’operetta.

  In particolare negli anni della Belle Époque  fra fine Ottocento e lo scoppio della prima guerra mondiale – dalla Francia e dalla Germania e poi in tutta Europa e nelle Americhe –   cresce un  pubblico eterogeneo  che, seppur nelle frequenti separazioni dovute al diverso status sociale,  si fa sempre più desideroso di socialità musicale.  Dai grandi saloni  per l’alta borghesia fino alle barberie brasiliane. Sì, perché anche  il Brasile  vive la sua Belle Époque Tropical: siamo ai tempi dell’immigrazione italiana a Rio de Janeiro, sviluppatasi a partire dal matrimonio tra la principessa napoletana Teresa Cristina di Borbone e il giovane imperatore del Brasile Pedro II. Così troviamo anche un po’ d’Italia nella musica di Pattápio Silva, come italianissimi diventano i valzer, le polke e le mazurche che Carlo Brighi con la sua piccola orchestra suona nei circoli cittadini, nei caffè -concerto e nelle sale dei palazzi signorili della Romagna: è una Belle Époque popolare.